L’allenatore della Juve Stabia, Pietro De Giorgio, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole di Formello contro la Lazio.

Questo il suo intervento integrale:

Sulla situazione societaria:
“È stata una notizia che abbiamo appreso dai giornali, un colpo inaspettato. Ci sono stati alcuni giorni di incertezza perché non abbiamo saputo più nulla, finché non abbiamo avuto un incontro con gli amministratori giudiziari che hanno rassicurato tutti sulla situazione della Juve Stabia. È stato un incontro decisivo, che ci ha tranquillizzato.

Nelle cose negative cerco sempre di tirare fuori qualcosa di positivo. Credo sia stato un bene che questa notizia sia arrivata durante la sosta. Abbiamo avuto modo di parlarne più volte con i ragazzi, di ricompattarci e di fare un quadro generale. Sappiamo che non è una situazione bella, ma deve responsabilizzarci ancora di più. Dobbiamo andare avanti forti come un treno. Dobbiamo regalare a questa città la salvezza, la permanenza in categoria.

Voglio ringraziare la città, che dopo la brutta notizia ci ha fatto sentire un calore incredibile. Ne avevamo bisogno e chiedo ai tifosi di starci ancora più vicini alla ripresa del campionato”.

Sul lavoro durante la sosta:
“Settimane di riposo? No. Si è fermato il campionato, non di certo noi. Abbiamo lavorato tanto e molto bene, sono contento di quanto fatto sul campo, sia a livello tattico che fisico. Abbiamo disputato anche due amichevoli per dare minutaggio a chi ha giocato meno: qualcuno ha fatto 70-80 minuti, altri 90.

Le indicazioni arrivate dalle gare con Quarto e Palmese sono state importanti. A livello fisico non eravamo brillantissimi, venivamo da tre giorni di carico pesante, ma ho iniziato a vedere giocate che aspettavo da due mesi. Il mio calcio ha bisogno di un periodo di adattamento e in queste due settimane ho visto quello che volevo: abbiamo velocizzato la manovra dal basso e stiamo cercando molto di più i tre attaccanti davanti. È un aspetto fondamentale che speravo arrivasse prima.

In queste tre settimane abbiamo avuto modo di rivedere il nostro percorso e di analizzare i dati. Per quanto creato e concesso, non meritavamo di stare in quella posizione di classifica. Noi e il Catanzaro siamo le squadre che hanno raccolto meno rispetto a quanto prodotto. Abbiamo incrociato i dati con le immagini televisive e questo ha rafforzato le nostre idee”.

Sui singoli e la formazione per domani:
“Domani giocheremo 90 minuti con due squadre da 45 minuti ciascuna. Fernandez farà 45 minuti, è un ragazzo in grande crescita. Tatticamente era leggermente indietro: è un esterno che ama giocare con i piedi sulla linea, mentre noi chiediamo agli esterni di giocare molto dentro al campo. Sta lavorando su questo. Ha caratteristiche diverse da tutti gli altri esterni che abbiamo: è forte nell’uno contro uno, bravo a creare superiorità contro blocchi bassi. Deve essere più concreto e migliorare la scelta, ma fa parte dell’età. Dobbiamo avere pazienza.

Terrò a riposo qualche ragazzo che ha già raggiunto i valori fisici, penso a Patanè, che è generosissimo e in una settimana fa due allenamenti in più rispetto agli altri.

Colgo l’occasione per parlare anche di Sandrucci e Caccavo: sono ragazzi che finora hanno avuto meno spazio, ma in queste settimane stanno facendo bene e inizieranno ad avere opportunità. Significa che siamo sulla strada giusta.

Sul discorso portieri: è il ruolo più delicato, e chi sta in porta ha bisogno di piena fiducia. Boer è diventato titolare dopo la partenza di Confente, in quel momento non avevamo altri portieri. Poi sono arrivati altri due ragazzi molto bravi. Vismara è molto forte, sta dando buoni segnali in allenamento e sono curioso di vederlo, ma anche Boer sta facendo un buon percorso di crescita, a parte la giornata no di Pisa. Sono due calciatori importanti, per avere la certezza sul titolare ci vorrà ancora un mesetto”.

Sulla condizione della squadra:
“Quando parlavo di ‘cantiere aperto’ mi riferivo soprattutto all’aspetto fisico. Abbiamo tanti giocatori arrivati senza ritiro: Maistro, Sibilli, Candellone e altri a cui abbiamo subito dato minutaggio a partita in corso, che è diverso dal partire dall’inizio. In queste tre settimane, visti anche i dati fisici, abbiamo recuperato tutti tranne Pietrangeli, fermo da due settimane per un problema alla caviglia. È un peccato perché aveva raggiunto una buona condizione. Per il resto, oggi fisicamente stiamo bene.

C’è poi l’aspetto tattico e tecnico e, come detto, ho visto cose buone. Siamo a regime e mi aspetto una grande prestazione da tutti”.

Sulla classifica e lo spogliatoio:
“La classifica ci preoccupa, è ovvio. Siamo ultimi, ne abbiamo parlato e fa effetto vederci lì. Quattro punti di penalizzazione non sono pochi, ma deve diventare un punto di forza, deve darci ancora più consapevolezza di dover migliorare soprattutto la classifica. Da parte nostra c’è tutta la buona volontà e credo che ci riusciremo, perché sono soddisfatto di quello che vedo.

Nello spogliatoio partiamo da una base importante: Bellich e Candellone, che hanno già vissuto questi momenti l’anno scorso, sono perni fondamentali. Poi stanno emergendo altri leader, con caratteristiche diverse. Antonio Di Nardo è un leader silenzioso, in campo sai che puoi affidarti a lui. Sibilli è un ragazzo passionale, fa questo mestiere con voglia e cattiveria, è entrato in punta di piedi e con grande umiltà ma ha già assunto un valore importante anche umano. Maistro ha rifiutato altre squadre per dare precedenza alla Juve Stabia. E poi ci sono ragazzi come Piscopo e Buglio, che anche quando non giocano sono trainanti. Mi piace che siano leader diversi tra loro: qualcuno più carismatico, qualcuno più silenzioso, ma insieme creano il giusto flusso di energia”.

Sui dati e l’analisi tattica:
“In fase realizzativa stiamo creando tanto. I numeri dicono che arriviamo sotto porta ma abbiamo segnato meno della metà di quanto avremmo dovuto. In difesa, se tolgo il blackout di Pisa, in casa saremmo una delle migliori difese del campionato: quel 3-0 sposta gli equilibri. Su tanti dati siamo addirittura primi in classifica.

Dobbiamo migliorare la concretezza davanti, essere più cattivi nel fare gol. Per l’affinità tra Di Nardo e Candellone serve tempo: hanno giocato solo tre partite insieme, l’alchimia si trova con le partite.

Sull’aggressività siamo primi in tutto il girone: siamo la squadra che conquista più palloni in pochi secondi e che lascia meno palleggio all’avversario. È un dato che fa capire la voglia di questa squadra di andare a fare la partita ovunque. Ripartiamo da lì, con più fame e più rabbia”.

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